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Il vino è vivo. Cresce e si struttura nel tempo. Alcuni vini invecchiano più di altri, ma tutti migliorano sviluppando la propria personalità. Ad un certo punto, per un motivo qualsiasi, qualcuno stappa una bottiglia, così di colpo il vino incontra l'ossigeno. Con un lungo e profondo respiro, scivola attraverso il collo della bottiglia per finisce nel bicchiere. Mentre ancora lo aiutiamo a respirare, lui esplode in tutta la sua bontà e diventa colore, profumo e in fine sapore. Aspettiamo ancora un attimo. Ma il bicchiere diventa piccolo, stretto, il vino non resiste più dentro, così con un ultimo colpo di reni salta fuori dal bicchiere e ci lascia sbalorditi.

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logo 2 Facce da cuochi 652 3 gallerie_2_10.jpg food & wine Tante facce, tanti modi di trasformare i prodotti, di creare i piatti, di lavorare e di essere cuochi, ma soprattutto amici.
13 logo Retrogusto 257 0 gallerie_13_65.jpg

La cucina é...mani che impastano, coltelli che affettano, acqua che bolle, pentole che sbattono; su e giù, un gran viavai che cresce verso l'ora di punta. Il ritmo accelera, l'occhio del cuoco controlla e dirige in un caos controllato che ben si confà al mio modo di fotografare.

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logo 12 Piatti 258 0 gallerie_12_56.jpg food & wine Mi piace dire che il mio lavoro mi dà da mangiare...e che piatti!
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Giallo infine è il colore che rimane impresso sulla carta, il colore della luce, il colore dei frutti, il colore dei profumi che anticipano un altro inverno che verrà qui in Sicilia. Giallo extravergine è il colore che fuoriesce da questa terra dai forti contrasti e dai toni saturi. Terra alzata dai venti e bruciata dal sole, terra dove uomini e donne da sempre lavorano a mani nude, trasformando il paesaggio e trasformati dagli elementi.
Ibleide è il primo libro della casa editrice Cibele ed è in vendita online.
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In un universo di privazione come quello carcerario, il cibo diventa un momento in cui affermare i propri gusti e la propria identità. Nel quotidiano di un detenuto la preparazione del cibo, la sua condivisione e necessaria reinterpretazione, diventano un modo per ricordare gli affetti, trasmettere agli altri una conoscenza pratica, condividere un piccolo ed intenso piacere. Per più anni ho fotografato, ascoltato, osservato e seguito i detenuti durante la preparazione del cibo e nella loro vita quotidiana. Il risultato è un ricettario “galeotto” nel quale confluiscono piatti, sapori multietnici e metodi di preparazione provenienti da tutto il mondo.

food & wine gallerie_3_60.jpg 3 logo 1296 Gambero nero
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E' iniziato tutto quando ero in carcere. Insegnavo fotografia. E ho imparato un mondo intero. Più di cinque anni passati con i detenuti, cercando di capire quel mondo così nettamente diviso dal nostro. Diviso, ma non diverso, perché l'uomo è uomo sempre e deve, per esempio, mangiare. Il cibo, come bisogno e come forma espressiva, è stato quel filo che mi ha permesso di entrare nell'intimità delle celle, di conoscere le storie di chi le occupa 24 ore al giorno. Dal primo progetto ne sono passati di detenuti dalle portinerie, ma io ho cercato modi per tenere aperto questo piccolo spiraglio tra dentro e fuori. Ne è nata un'associazione "Sapori Reclusi" che cerca di legare realtà spesso nascoste con il resto della società.
gallerie_19_36.jpg logo 19 500 Sapori reclusi