
il mio lavoro
Chef Profile è un progetto fotografico di Davide Dutto nato dalla volontà di raccontare il mondo della cucina attraverso i volti, i gesti e i contesti quotidiani degli chef.
Non si tratta solo di ritratti formali, ma di fotografie che esplorano l’umanità, la concentrazione e il carico emotivo di chi lavora dietro le quinte, nei laboratori e nelle cucine professionali.
Ogni immagine è un’occasione per restituire dignità, attenzione e valore alle persone che trasformano il cibo in esperienza e cultura. Un progetto che unisce fotografia documentaria, narrazione visiva e attenzione per il dettaglio umano.
si svolge dietro le quinte
per fotografare ogni rappresentazione
umana
Nelle caverne, le prime immagini umane furono dipinte con una caratteristica costante: il profilo. Siano esse scene di caccia, animali o figure umane, tutte erano raffigurate esclusivamente in questo modo. Il profilo consentiva una rappresentazione immediatamente chiara ed essenziale, facilitando una comprensione istintiva delle opere.
Inoltre, l’uso del profilo offriva un terreno fertile per l’aggiunta di attributi simbolici, arricchendo ulteriormente il significato delle rappresentazioni. Tale approccio visivo si adattava con naturalezza alle limitazioni ambientali e alle risorse artistiche disponibili, contribuendo così a una comunicazione efficace attraverso l’arte rupestre.
PAOLO GRIFFA
C’è voluto tempo a costruire
il nostro stile di cucina
e non può cambiare così
soltanto perché una moda è passata.
PAOLO GRIFFA
C’è voluto tempo a costruire il nostro stile di cucina
e non può cambiare così soltanto perché una moda è passata.
PHILIPPE LÉVEILLÉ
Se dovessi ricominciare oggi la mia carriera,
non esiterei un secondo
Così fotografo i profili
per vedere meglio
e ascotare le loro storie
L’ombra di Alfred era inequivocabile, con il suo profilo rotondo, la sua silhouette in bianco e nero.
La famosa rappresentazione caricaturale della sigla dei telefilm di Alfred Hitchcock era stata creata dallo stesso regista. Questo distintivo, diventato familiare per milioni di spettatori, sottolinea perfettamente come il maestro del thriller, che esplorava le ansie e le oscurità dell’animo umano, non mancasse mai di inserire un tocco di ironia.
CORRADO ASSENZA
La cosa che mi ripeto sempre è che quello che c’è
da fare è molto di più di quello che è stato fatto.
CORRADO ASSENZA
La cosa che mi ripeto sempre è che quello che c’è
da fare è molto di più di quello che è stato fatto.
GeNNARINo Esposito
Nel mio mestiere, dimenticare le proprie origini è un “peccato mortale”, un gesto di superbia
che preclude anche la possibilità di scoperte future.
Nel mio mestiere, dimenticare le proprie origini
è un “peccato mortale”, un gesto di
superbia che preclude anche la possibilità
di scoperte future.
Nel mio mestiere, dimenticare le proprie origini è un “peccato mortale”, un gesto di superbia
che preclude anche la possibilità di scoperte future.
MAURO ULIASSI
Riallinearsi a quel che è giusto usando
il buonsenso, che è la saggezza degli Dei.
CORRADO ASSENZA
MAURO ULIASSI
Riallinearsi a quel che è giusto
usando il buonsenso, che è la saggezza degli Dei.
MAURO ULIASSI
Riallinearsi a quel che è giusto
usando il buonsenso, che è la
saggezza degli Dei.
Entro in cucina
per scoprire le altre prospettive del cibo
quelle umane della brigata, quelle della tensione e dei ritmi del servizio, mentre le comande vengono lette ad alta voce e tutto macina come fossimo dentro a un motore. Fotografo movimenti veloci di mani che spadellano, intingono e impiattano, seguo il flusso dei gesti mentre di mano in mano i piatti scorrono veloci verso la sala.
MAI SENZA
Il progetto fotografico Chef Profile indaga le cucine dei ristoranti italiani attraverso ritratti intensi e discreti. Le immagini raccontano l'identità degli chef attraverso mani, gesti, utensili, espressioni e ambienti di lavoro.
Davide Dutto adotta un approccio empatico e rispettoso, lasciando che la fotografia documentaria sveli il carattere autentico e quotidiano di chi sta dietro i fornelli.
VINO
SILVIA FEDERICA BODETTI
Le tracce dei miei viaggi si riscontrano
un po’ ovunque nel mio lavoro,
soprattutto nelle forme e nei colori.
CORRADO ASSENZA
SILVIA FEDERICA BODETTI
Le tracce dei miei viaggi si riscontrano
un po’ ovunque nel mio lavoro,
soprattutto nelle forme e nei colori.
CRISTINA BOWERMAN
Nel momento in cui ho realizzato che cucinare
poteva essere più del semplice spadellare,
che era questione di cultura, tradizione, creatività,
ho capito che sarebbe diventata
la mia professione.
CORRADO ASSENZA
CRISTINA BOWERMAN
Nel momento in cui ho realizzato che cucinare
poteva essere più del semplice spadellare,
che era questione di cultura, tradizione,
creatività, ho capito che sarebbe
diventata la mia professione.
VIRGILIO MARTINEZ
CORRADO ASSENZA
La vera innovazione oggi
è ritornare alle origini,
guardarsi indietro, ma con un
nuovo approccio
alla natura.
VIRGILIO MARTINEZ
La vera innovazione oggi
è ritornare alle origini,
guardarsi indietro, ma con un
nuovo approccio
alla natura.
PINO CUTTAIA
CORRADO ASSENZA
La creatività nasce in un momento preciso e
te ne accorgi quando parte ma non sai mai
dove ti porterà.
PINO CUTTAIA
La creatività nasce in
un momento preciso e
te ne accorgi quando
parte ma non sai mai
dove ti porterà.
Il senso della luce
delle differenze fisiche e degli sguardi indiretti che ogni chef porta con sé.
Le ombre cinesi sono un’arte antica nata oltre 2000 anni fa in Cina o Indonesia, eseguita con figure di legno su uno schermo bianco attraverso giochi di luce. Inizialmente utilizzavano candele e lampade ad olio, mentre oggi si usano lampadine elettriche. Questo genere teatrale arrivò in Europa nel XVIII secolo e, con l’avvento della corrente elettrica, si sono introdotte migliorie tecniche, ma forse si è persa un po’ della magia originaria. È possibile realizzare ombre cinesi anche a casa con una lampada da tavolo e una parete vuota in una stanza buia, creando storie con le mani e le ombre proiettate.
HEINZ BECK
CORRADO ASSENZA
La fame esprime un bisogno: quello di essere saziati.
La cucina, invece, eccede la sazietà,
va oltre il necessario, ambisce
a soddisfare il piacere.
HEINZ BECK
La fame esprime un bisogno: quello di essere saziati.
La cucina, invece, eccede la sazietà,
va oltre il necessario, ambisce
a soddisfare il piacere.


Enrico Crippa
CORRADO ASSENZA
Io sono i miei piatti.
Sono il mio strumento per comunicarti la mia idea
di gusto, di bellezza, di profumo, di soddisfazione golosa
Enrico Crippa
Io sono i miei piatti. Sono il mio strumento per comunicarti la mia idea
di gusto, di bellezza, di profumo, di soddisfazione golosa
Mi appassiona
ascoltare
storie che parlano di persone e di cibo
ANA ROŠ
CORRADO ASSENZA
Quando lavoro 18 ore in cucina non sono con i miei figli,
e quando sono con i miei figli la mia brigata,
i miei clienti e il mio ristorante sentono molto la mia mancanza.
C’è sempre qualcuno che sente la mia mancanza.
ANA ROŠ
Quando lavoro 18 ore in cucina non sono con i miei figli,
e quando sono con i miei figli la mia brigata,
i miei clienti e il mio ristorante sentono molto la mia mancanza.
C’è sempre qualcuno che sente la mia mancanza.
Chicco Cerea
Io non lavoro. Io vivo.
CORRADO ASSENZA
francesco E Giuseppe D’ERrico
La nostra cucina è una questione di famiglia
GIUSEPPE E FRANCESCO D’ERRICO
La nostra cucina è una questione di famiglia
CORRADO ASSENZA
ALBERT, FERRAN ADRIA’ E ANTONELLA FASSIO
Non esiste una buona cucina o una cucina cattiva. Esiste solo quello che più ti piace.
ALBERT, FERRAN ADRIA’ E ANTONELLA FASSIO
Non esiste una buona cucina o una cucina cattiva. Esiste solo quello che più ti piace.
Tutto
si trasforma in nuova energia
quando si tratta di essere fotografati in modo inconsueto.
Gli antichi Egizi
utilizzavano la tecnica della silhouette
nelle loro rappresentazioni artistiche principalmente per praticità, il rispetto delle regole estetiche, e per concentrarsi sull’essenziale delle figure. Questo stile semplificato comunicava chiaramente le forme di base e conteneva significati simbolici legati alla loro cultura e spiritualità.
In sintesi, le silhouette nell’arte egizia erano il risultato di una combinazione di praticità, simbolismo, rispetto per le convenzioni artistiche e espressione di ideali culturali e spirituali.
CORRADO ASSENZA
MAURO ULIASSI CHEF ED IO
ChefProfile è più di un progetto fotografico. È un gioco, un dialogo artistico tra il cuoco e il fotografo. Ogni scatto è un invito al divertimento, un’opportunità per conoscersi meglio. Sono sempre alla ricerca del lato ludico fondamentale in ogni lavoro creativo.
Definisco la mia attività: un’esperienza creativa e coinvolgente che parte e si conclude con la serietà di un gioco.

MAURO ULIASSI CHEF ED IO
ChefProfile è più di un progetto fotografico. È un gioco, un dialogo artistico tra il cuoco e il fotografo. Ogni scatto è un invito al divertimento, un’opportunità per conoscersi meglio. Sono sempre alla ricerca del lato ludico fondamentale in ogni lavoro creativo.
Definisco la mia attività: un’esperienza creativa e coinvolgente che parte e si conclude con la serietà di un gioco.
MAURO ULIASSI CHEF
ED IO
ChefProfile è più di un progetto fotografico. È un gioco, un dialogo artistico tra il cuoco e il fotografo. Ogni scatto è un invito al divertimento, un’opportunità per conoscersi meglio. Sono sempre alla ricerca del lato ludico fondamentale in ogni lavoro creativo.
Definisco la mia attività: un’esperienza creativa e coinvolgente che parte e si conclude con la serietà di un gioco.
BRIGATA DEL “LE MEURICE” DI PARIGI
CHEF AMAURY BOUHOURS
BRIGATA DEL “LE MEURICE” DI PARIGI
CHEF AMAURY BOUHOURS
BRIGATA DEL “LE MEURICE” DI PARIGI
CHEF AMAURY BOUHOURS
Alain Ducasse
È una storia d’amore la cucina.
Bisogna innamorarsi dei prodotti
e poi delle persone che li cucinano.
Dopo quindici anni dedicati alla fotografia di reportage sugli sport invernali, documentando eventi olimpici, coppe del mondo e campionati invernali in tutta Europa, ho deciso di cambiare rotta mantenendo sempre al centro della mia narrazione il tema comune del bisogno dell’uomo per vivere: il cibo. Questa direzione mi ha portato all’interno delle carceri italiane a fotografare detenuti cucinare all’interno delle proprie celle. Il risultato di questa esperienza è stato il libro “Il gambero Nero: ricette dal carcere”. Questo momento cruciale nella mia carriera ha evidenziato per me una connessione profonda tra le atmosfere delle celle e quelle delle cucine, rivelando spazi e tempi paralleli sorprendentemente simili. Da allora, ho continuato a sviluppare progetti paralleli, ma fortemente vicini che esplorano le periferie e non solo con al centro l’uomo e le sue peculiarità, continuando a narrare storie che uniscono esperienze umane attraverso la strada del comune bisogno di CIBO.

Dopo quindici anni dedicati alla fotografia di reportage sugli sport invernali, documentando eventi olimpici, coppe del mondo e campionati invernali in tutta Europa, ho deciso di cambiare rotta mantenendo sempre al centro della mia narrazione il tema comune del bisogno dell’uomo per vivere: il cibo. Questa direzione mi ha portato all’interno delle carceri italiane a fotografare detenuti cucinare all’interno delle proprie celle. Il risultato di questa esperienza è stato il libro “Il gambero Nero: ricette dal carcere”. Questo momento cruciale nella mia carriera ha evidenziato per me una connessione profonda tra le atmosfere delle celle e quelle delle cucine, rivelando spazi e tempi paralleli sorprendentemente simili. Da allora, ho continuato a sviluppare progetti paralleli, ma fortemente vicini che esplorano le periferie e non solo con al centro l’uomo e le sue peculiarità, continuando a narrare storie che uniscono esperienze umane attraverso la strada del comune bisogno di CIBO.
Chef Profile è un esempio di fotografia ritrattistica applicata al mondo del food. Il lavoro si inserisce nella produzione fotografica di Davide Dutto con un’attenzione particolare al valore umano, alla memoria dei gesti e alla cultura del lavoro in cucina.
Ogni ritratto celebra le storie personali e professionali degli chef attraverso uno stile visivo sobrio, diretto e profondo. Un progetto nato per dare voce, con immagini, a chi ogni giorno trasforma il cibo in racconto.


